“L'arte sembra essere soprattutto uno stato d'animo” — Marc Chagall

Utilizzo diverse tecniche per esprimere la mia arte. Attraverso l'uso della pittura a olio, della matita e di una semplice biro la mia ricerca si focalizza sullo studio del corpo e del volto maschile, intesi non come soggetti anatomici o aneddotici, ma come simboli di energia psicologica. Il maschile diventa l'archetipo attraverso cui esplorare emozioni viscerali come la rabbia trattenuta, la tensione dell'azione e la forza interiore. L'unione tra il segno grafico e la matericità del colore a olio non descrive una realtà personale, ma evoca la complessità emotiva e la potenza della figura.  

L’emozione è sempre un tema ricorrente, anche quando riproduco oggetti di uso quotidiano.

La casa, lo studio, ma altre case di altre vite – quelle dell’infanzia, quella della famiglia di origine poi quella della maturità, quelle di altri, e in maniera traslata, i gusci delle conchiglie, la casa sull’albero come rifugio del pensiero – sono elementi di un palinsesto che, come tale si manifesta nei dipinti. Non c’è recupero di memorie e non ci sono storie da raccontare: ci sono oggetti da disporre, distanze e sovrapposizioni da articolare, muri da abitare con pensieri, ci sono gesti da misurare che diventano segni e che si dispongono, infine, lì, su quella superficie dipinta in un tempo quotidiano, un passato in continua trasformazione e che diventa presente anch’esso.